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sabato 2 gennaio 2016

Nuovi inizi ed amori difficili

Oggi è il 2 Gennaio 2016. Oggi è il giorno giusto per ripartire. Ho messo a riposo questo blog circa due mesi fa, non per mancanza di idee o di cose di cui scrivere, semplicemente perché avevo bisogno di allontanarmene un po'. Sentivo l'esigenza di una direzione, giusta o sbagliata che fosse, ma ne dovevo trovare una. In queste settimane non mi sono mancate testimonianze di stima, vicinanza ed affetto. Ho capito quanto io sia sciocca a pensare che queste parole siano gettate al vento; niente di più sbagliato. Le mie parole, spesso sconclusionate e sgrammaticate, vengono recepite da molti e fatte proprie. Ho imparato il potere della condivisione, di come i chilometri sulla carta siano nulla rispetto al potere del "FARE". Io nel 2016 voglio fare, realizzare, costruire, sbagliare, sfasciare e rimontare il tutto. Non è il tempo per restare con le mani in mano, o almeno non lo è per me.
 Le passioni, gli stimoli vanno veicolati in qualche canale, altrimenti rischiano di impazzire e di provocare tumulti poco gestibili. Io ho scelto di comunicarle a voi, perché ho capito che mi ascoltate, mi leggete. Non mi sto dando un tono, o montando la testa; sto avendo la consapevolezza di aver qualcosa da dire, di saperlo dire discretamente bene, e di aver qualcuno che sorride nel leggerlo. 
Prima, scorrendo fra le notifche di Facebook, mi sono accorta di essere entrata in una "lista di cose da leggere". Sapete quelle liste che si stilano a fine anno: libri da leggere, film da vedere.. . Io sono entrata nella lista "dei blog da leggere per l'anno 2016". Mi sono detta: non è solo una conferma di quello che ho scritto nello scorso anno, è anche un invito a continuare in questo nuovo anno, a non essere pigra, svogliata, a credere nei miei progetti e nelle mie idee. Mi sono emozionata, molto.
Forse al mio posto ci potrebbe essere qualcuno con più costanza e meno crisi del tipo "Dove sono, cosa faccio", ma poi ho capito il valore di quello che ho creato, delle ore di studio, degli occhi stanchi davanti al pc, del mio quadernino logoro pieno di appunti. In questa lista ci sono io, e non un altro. Io valgo, ho un valore e me ne devo rendere conto. Questa nomina per me è una grande spinta, una marcia in più verso la strada che sto vedendo di fronte a me. Non ne vedo la fine, ma ne intuisco il percorso. Vorrei solo ringraziare Simone e la comunità di Pratosfera per credere in me. Siete persone che tengo in un posto speciale del cuore, un posto protetto.
Qui trovate il link al loro magazine: http://www.pratosfera.com/

I nuovi inizi sono i miei, i vostri; gli amori difficili sono i miei, i vostri, ma sopratutto quelli di Italo Calvino. Inizio questo nuovo anno parlandovi di loro.



Questa è esattamente l'edizione che ho letto io, un vecchio Struzzo Einaudi trovato in biblioteca e catalogato con il numero 94. L'avventura di un letture si direbbe.
Gli amori difficili sono una serie di racconti, che nel libro vengono divisi in due parti: gli amori difficili e la vita difficile. Nella prima parte Calvino ci parla di sentimento, a mio avviso sarebbe troppo riduttivo definirlo solo amore. Probabilmente starete sobbalzando sulla sedia a sentirmi definire l'amore come qualcosa di riduttivo, ma spesso lo usiamo in un'accezione talmente generica che ci dimentichiamo da cosa sia composto. A me piace parlare di sentimento perché è qualcosa che si sente, qualcosa di primitivo che ti nasce dalle viscere, che i tuoi stessi organi producono. L'amore è una somma imperfetta di sentimenti. Affetto, gratitudine, desiderio, gelosia, paura, rancore, passione, tenerezza, sfida. La lista potrebbe essere molta lunga e tutti noi avremo qualcosa da aggiungere e qualcosa da levare. Negli amori difficili ho ritrovato tutti questi sentimenti, quest'avventura di sentimento. Sono piccoli racconti dove attraverso gesti semplici, banali, quotidiani, Calvino descrive cosa può comportare l'incontro casuale con degli estranei. Un profumo, una ruga sulla pelle, il colore dei capelli, una luce imperfetta; piccoli dettagli che creano un'idealizzazione, qualcosa o qualcuno a cui aspirare. Una corsa verso un oggetto del desiderio, seppur momentaneo. Un'ambizione a voler esserci nel momento, in quel momento, senza pensare alle conseguenze ed alle motivazioni. Una scoperta emozionale, dei sensi.
La seconda parte è la vita difficile della quotidianità. La vita dei sacrifici economici, lavorativi, la vita lontana dagli affetti, la scarsa considerazione di sé e di come si riesce a stare nel mondo. Sono testi più cupi, in certi momenti assillanti, grazie a delle immagini forti che Calvino inserisce per far percepire al lettore il disagio e per capire con lui quale potrebbe essere la soluzione, la via d'uscita.
Una formica argentina che invade case, persone, all'apparenza innocua ma che scava formicai così profondi da scatenare rabbia, smarrimento, paura.
Una nuvola di smog che incombe sulla città. Molti non la possono, o vogliono vedere; altri la vorrebbero combattere nell'indifferenza, compresa la loro.
Calvino propone dei finali che rappresentano la piena presa di coscienza del problema ed il suo relativo allontanamento, seppur momentaneo. In una natura incontaminata, in una brezza marina, in una collina solcata da panni bianchi trova la serenità. La vita difficile dev'essere così, spesso non ci sono scorciatoie, sta a noi cercare delle oasi di pace per ricaricarci, per credere ancora che qualche angolo si possa scalfire, che le crepe sui muri non siano solo brutture, ma spiragli di luce.

Questa è la mia prima recensione. Cercherò di leggere molto, di portare avanti tutti i miei progetti. Sarà generosa con il mio sentimento, mai avara. Punterò alla luce.
Lo stesso valga per voi.
Con affetto.

Francesca 


mercoledì 14 ottobre 2015

Io e pagnottina siamo pronte!

Sarete mai stanchi di leggere che ritorno, me ne vado, guardo dallo spioncino, ritorno di nuovo, me ne vado per altri due mesi? Spesso io mi stanco di me stessa, figuriamoci gli altri.
Questa volta vi giuro è l'ultima, l'ultima volta, che prometto di ricominciare a scrivere, e non mantengo il mio impegno. Mi fulminasse Giove all'istante! 
Ho preso questa decisione già da un paio di giorni, ma si è rinsaldata nel mio cervello e nel mio cuore oggi, nel primissimo pomeriggio.
Ero in auto ed ho sentito alla radio una pubblicità di non so quale casa automobilistica.
L'oggetto sponsorizzato era una jeep, macchina nota per intraprendere lunghi viaggi, anche un po' turbolenti.
Lo slogan finale ripeteva più o meno questo concetto (anche se non ricordo le esatte parole) : il tuo viaggio comincia adesso, non preoccuparti di come lo percorrerai. Chiediti se una volta terminato gli altri lo vorranno conoscere.
Francesca fulminata sulla via di Damasco! Sì, io sinceramente vorrei che gli altri alla fine di tutto, volessero conoscermi e conoscere quello che ho fatto. Ho questa aspirazione, che per molti potrà sembrare pregna di egocentrismo, ma che per me è valida per ogni essere umano su questa terra.
Ce lo ripetono di continuo che siamo di passaggio, ed anche se io credessi alla reincarnazione, se mi ritrovassi nel corpo di una lucertola, di una piovra, di un oca dalle zampe palmate..come potrei continuare a scrivere?! Per cui mi sono detta che sì, era assolutamente necessario e dovuto all'uomo dalla voce calda della radio, che io ricominciassi questo viaggio.
Un viaggio che sarà costante e che costruirò sbirciando cartine e segnali stradali.
Spero di accogliere più persone possibili nel mio pulmino Volkswagen (perché è sempre stato il mio sogno), e non temete, sarebbe di sicuro vecchio di oltre quarant'anni ed immune da ogni truffa tedesca.
Ho deciso di seguire uno schema più o meno preciso per la pubblicazione dei post. Dovrei collegare ogni giorno ad un articolo preciso, ma questo va oltre ogni mio sforzo umanamente accettabile. Se io leggo due libri che mi hanno svoltato la giornata uggiosa e voglio parlarvene un giorno sì e l'altro pure?..non voglio autoimpormi schemi mentali che mi chiudano in una gabbia di doveri telematici.
Ben venga invece la scelta degli argomenti con cui vi tedierò. Stranamente vi parlerò di libri, sorpresi vero? Non ci saranno solo le mie recensioni, i miei consigli; chiederò anche a voi, amici vicini e lontani ed ovviamente assuefatti alla parola, i vostri libri preferiti, quelli che portereste con voi ovunque, come vostra panacea.
Ci saranno poi i luoghi dove incontrate le pagine scritte, ovvero le librerie, le biblioteche, i circoli, tutto quello che gravita ed aiuta il mondo della lettura. Ve li farò conoscere, costruiremo insieme una piantina dell'Italia affamata di libri, per un ipotetico e stravagante tour (con pulmino annesso).
Non mi lascerò scappare film, mostre, teatro. Il mio motto per questo nuovo anno sarà "Trova il tempo e lo spazio per le cose belle". Sarà almeno una scusante per smaltire tutti i film che sono in lista d'attesa. Qualche scorcio d'attualità sarà possibile, quando una particolare notizia mi entrerà dentro, in fondo a sinistra di quel muscolo chiamato cuore.
Qua e là, come piccoli prataioli di stagione, potranno apparire i miei brevi racconti.
Credo di avervi delineato le tappe principali del viaggio. Il pulmino è già parcheggiato sotto casa, ovviamente ho fatto installare un citofono, altrimenti come fareste a suonare ed io a capire che siete proprio voi?
Mi resta solo un ultimo cruccio. Io a 'sto pulmino ci voglio dare un nome. Mi aiutate? 
Qui sotto lo vedete in tutta la sua beltà.

 

http://blog.kijiji.it/category/auto-e-pop-culture/page/3/ Se cliccate qui dentro (vi ricordo che quando inserite una foto, la fonte originale è un segno di rispetto per gli altri ed anche per voi), troverete una lista di auto che hanno fatto la storia della pop culture, dalle macchine di James Bond alla prossima festeggiata DeLorean, fino alla nostra pagnottina arancione. 
Aspetto i vostri suggerimenti!!

F.

mercoledì 4 febbraio 2015

Il cartongesso squarciato

Buon pomeriggio! Sì, lo so, non aggiungete altro. Citofonare Francesca è rimasto assente di nuovo per quasi un mese. Ho avuto nell'ordine una pessima influenza che mi ha costretto a letto diversi giorni, ed impegni vari ed eventuali che mi hanno allontanato dalle parole e dal pc. Ma sono tornata,o meglio, è tornato il vostro Citofono. Vi avevo detto che il 2015 sarebbe stato un anno di cambiamenti anche qui, e così sarà, o almeno ci proverò. Alcune volte mi sono sentita in seria difficoltà nel portare a termine un post, e non perché non avessi la voglia, lo spunto o le idee per scrivere, ma semplicemente perché il tutto mi sembrava estremamente lungo; pensavo all'attenzione di chi si trovava a leggere, e la vedevo svanire. Nei miei post confluiscono molte notizie, concetti; penso sia normale alcune volte perdere il senso logico dell'intera faccenda o non avere più voglia di seguire. Non sono uno scrittore o un giornalista, non ho uno stile avvincente. Qui si legge perché ci si vuole appassionare. Ecco, io questa "passione" credo di non avervela sempre trasmessa.
Ho deciso quindi che questo blog diventerà un contenitore di recensioni. Libri letti, spettacoli o film visti, eventi ai quali prenderò parte. Tutto quello che esulava da ciò, e quindi segnalazioni artistiche, musicali, letterarie etc..verrà condensato in video. Ebbene sì, mi lancerò anch'io ( spero in breve tempo) nella fossa di YouTube e editerò il mio primo video. Riuscirò così ad alternare una parte scritta ad una parte più sciolta ed improvvisata. Non nego che anche dietro ai filmati ci sarà un lavorio non da poco, dovranno essere studiati e ragionati. Il Citofono si trasformerà in un Video Citofono. Siate buoni. 
Oggi c'è comunque il ticchettio dei tasti del pc, quindi accorrete numerosi e partecipate!

Cartongesso

Venerdì 30 Gennaio sono stata spettatrice di un reading letterario. Ridurlo a semplice reading per me è molto riduttivo e superficiale. Il romanzo letto è appunto Cartongesso di Francesco Maino.
Cartongesso è il vincitore del Premio Calvino 2013 con la seguente motivazione : «La Giuria decide di assegnare il Premio Calvino 2013 a Cartongesso di Francesco Maino per la sua natura felicemente ibrida (non è un romanzo né un saggio né un pamphlet) ‒ un difficile azzardo che nulla toglie alla sua capacità di coinvolgimento ‒ e per la straordinaria potenza inventiva della lingua. Un’invettiva contro il disfacimento del Veneto (e, per sineddoche, dell’intera nazione) e la sua trasformazione in un non-luogo di consumi banali, di vite perse in una generale omologazione, di cui è emblema la corruzione della parola. Il libro è un bilancio insieme personale e collettivo, nel quale la disperazione di un individuo e il suo intenso e inquieto disagio diventano una foto di gruppo antropologicamente esatta ed espressivamente efficace».


Mi chiederete di cosa parla Cartongesso. Parla, punto. Parla della mia città, del "territorio" dove vivo, delle ansie e delle frustrazioni che ci legano qui, dell'odio per certi usi, per certe abitudini che si sono impossessate dei più. Parla dell'omologazione, del non riuscire ad essere sensibili verso gli altri, verso il mondo, verso noi stessi. Parla del Nord-Est, della mentalità, della strada che tutti devono percorrere perché così si deve fare. Parla di desideri mai realizzati, sopiti sotto domeniche piovose e monotone. Chi parla è Michele Tessari, avvocato, che esegue una perfetta arringa esistenziale, un monologo delirante ma non troppo. Un monologo di rabbia.
Ammetto che io non sono una lettrice che si tuffa sull'ultima uscita, che osanna a gran voce l'ultimo successo, o l'ultimo premio della critica. Io ho acquistato il libro dopo il reading. 
Io ne sono stata rapita per 90 minuti. Non ho perso una parola, un gesto, un suono; e quando non riuscivo a sentire bene, o il fruscio di qualche cappotto mi disturbavo, mi sono tesa verso il palco, quasi fisicamente. L'autore, Francesco Maino, è stato perfetto. Non lo dico per tessere lodi ovvie. Leggere davanti ad un pubblico, davanti a 500 persone,non è facile, non è da tutti. Leggere come ha letto lui è l'urgenza. L'urgenza di dover dire tutto e subito, di non poter aspettare oltre. L'urgenza di buttare fuori anni di riflessioni, di sorrisi di circostanza, di vuoto intorno. Una lettura incalzante, spietata, bella. Sapete che io non uso il termine "bello" con tanta facilità, qui non avrei altre parole. 
Sul palco del teatro era accompagnato da un gruppo : i Margareth.
Io ho visto solo pochi connubi del genere. Musica e parole che si sono incastrate come piccole tessere di un mosaico. La musica ti entrava ovunque, se cercavi di isolarla nelle orecchie, ti prendeva il cuore, se volevi mettere a tacere un battito troppo impertinente, ti riempiva i polmoni. Credo di aver sofferto, per qualche interminabile secondo, della sindrome di Stendhal. Anzi, ne sono certa.
Tutta questa insopportabile manfrina per dirvi di leggere Cartongesso, di ascoltare i Margareth, di assistere ad un loro reading. 
Vi avrei voluto linkare qualche video sul gruppo, ma non trovo nulla su YT, né su Spotify, oppure sono semplicemente un'emerita incapace. Li potete però trovare su FB. Hanno un profilo interessantissimo e costantemente aggiornato con le date dei reading. 

Bene, questa era la parte seria. Arriviamo adesso a qualcosa che vi devo. Avviso già che vi saranno date in pasto solo poche gocce, tutto a vantaggio della vostra salute mentale. Nei giorni scorsi, ho tempestato i social di foto del libro "Se questo è un uomo" di Primo Levi, annunciando una lettura pubblica. Ebbene, il 28 Gennaio è stata messa in opera, con un discreto successo di pubblico (circa 50 persone) ed una soddisfazione generale da parte di tutti i lettori.
Vi allego video ufficiale. Sono stata dotata di parola!


Per oggi direi che è proprio tutto. Ci leggeremo qui o ci vedremo da qualche parte sul tubo. Io segnalerò sempre la mia presenza, non mi perderete d'occhio tranquilli.
P.S. : Ho dimenticato la location del reading. Vi lascio il link dove potrete ammirare il mastodontico nuovo teatro di San Donà, che ha visto la luce solo lo scorso dicembre. Ha già un calendario fitto di appuntamenti. Potreste trovare qualcosa di interessante!

Aspetto sempre i vostri commenti, opinioni, insulti moderati qui, su Fb, Twitter ed IG.
Buona serata!

Francy